Chiusura di Megaupload e Megavideo, una strana brutta storia
- La notizia ha cominciato a serpeggiare tra i cinguettii di Twitter, per poi diffondersi a macchia d’olio lungo tutti i social network e – solo successivamente – sui vari siti dei giornali “mainstream“.
L’FBI – in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia americano – ha deciso di usare il pugno di ferro nell’ottica di un giro di vite contro la pirateria digitale, imponendo la chiusura del popolarissimo sito di file sharing Megaupload/Megavideo.com.
Nelle ore successive si è scatenata la rabbiosa reazione di Anonymous, elegante e poetico (We are Legion // We are the voice of the voiceless // We are the hope for the hopeless) gruppo di hacker che si è già numerose volte distinto in passato. La contromossa è stata imponente, spettacolare e quasi teatrale: a colpi di Ddos sono cadute le homepage delle potenti case discografiche e cinematografiche americane (Warner, Universal), del Dipartimento di Giustizia e della stessa FBI, in un tifo continuo che si è incessantemente rincorso lungo le hashtag #anonymous, #opmegaupload e #megaupload, trending topicsdella tarda serata e notte del 19-20 Gennaio. E la storia pare non essere finita, visto che l’hashtag#primaguerradigitale ha raggiunto la vetta dei TT, con un pressoché unanime supporto all’azione degli anon.
Ovviamente la ragione non risiede da una sola parte; i capi d’accusa (qui le 72 pagine dell’atto di accusa a Megaupload, definito “mega-conspiracy“. Qui un riassunto) mossi nei confronti dei gestori di Megaupload sono estremamente gravi e non riguardano semplicemente la condivisione di materiale protetto dacopyright. Figura infatti l’accusa di aver incentivato attivamente gli utenti a caricare simili contenuti, spesso in cambio di diverse migliaia di dollari, e si sottolinea l’ipotesi di riciclaggio per milioni di dollaricon minuzioso elenco dei conti bancari incrimanti (da capogiro). Tra i beni sequestrati figurano Mercedes-Benz (targate “MAFIA”, “EVIL”, KIMCOM”, “HACKER”, “STONED”, “GOD”), Tv LCD, una Maserati e una Lamborghini. Insomma: non parliamo di ragazzi con lo scopo di creare uno spazio per la libera espressione o di spensierati attivisti contro il big government. Parliamo di gente che ha voluto fare (e ha fatto) moltissimi soldi tramite il circuito e i meccanismi (sovente grigi) di Megaupload. Lecitamente? Sarà la giustizia a stabilirlo. Nel corso dell’udienza preliminare essi hanno affermato di “non avere nulla di cui temere”.
Fatto sta che queste considerazioni non spostano di un millimetro il problema. Che risiede nel’annoso discorso del porre limiti o meno, e quali, alla libertà d’espressione, nell’irrazionalità ostinata del voler asetticamente cucire addosso al web una normativa sul copyright ormai vecchia e obsoleta, e sullo strapotere delle autorità americane (ed europee?) in materia.
L’ordine di chiusura di Megaupload e di arresto dei fondatori non è stato infatti comminato da un giudice, bensì da un semplice procuratore federale, senza alcun processo preliminare di sorta.
Nessuno contesta che vi siano tutti i presupposti necessari per l’avvio di un’istruttoria e di eventuali provvedimenti restrittivi; ciò che è, invece, inaccettabile è che l’oscuramento del sito internet possa avvenire in modo del tutto arbitrario.
A conti fatti, gli USA (e nella fattispecie, il Department of Justice di cui sono note le posizioni ultra-conservatrici sul copyright) possono fare il bello e il cattivo tempo anche senza l’ausilio di leggi liberticide e illiberali come SOPA e PIPA; tale sequestro indiscriminato ne è la prova lampante. Suscita inoltre dei dubbi il tempismo con cui le autorità americane abbiano voluto forzare la mano; è infatti previsto da una settimana uno “sciopero generale” (molto più esteso di quello già avvenuto il 18 Gennaio, il quale ha comunque avuto grande risonanza) dei principali siti internet per protestare contro la SOPA (Stop Online Piracy Act) e il PIPA (Protect Internet Ip Act). Proposte di legge che – nel nome della lotta alla pirateria – impedirebbero di usufruire di un web libero e imparziale.
Qualunque sito recante un link a un contenuto “pirata” potrebbe venire oscurato, incidendo quel delicato assioma che ha finora permesso a Internet di vivere e prosperare (“la responsabilità è del singolo utente, noi siamo solo degli intermediari”). Le leggi sopraindicate farebbero indiscriminatamente ricadere tale responsabilità sui siti ospitanti, anche solo per semplici redirect a contenuti protetti dal diritto d’autore.Google, Facebook, Yahoo, Twitter e molti altri potrebbero venir costretti alla chiusura da una miopia legislativa che, pur di distruggere la pirateria, è disposta a distruggere e declassificare Internet.
Gli effetti a breve termine della chiusura di Megavideo/Megaupload, in sé e per sé, saranno molto lievi. Vi sarà molto scontento da parte degli utenti, ma sul campo vi sono numerose alternative. Filesonic, Fileserve, Mediafire. Nessuno ha un archivio e una fruibilità pari a quella del fu Megaupload, ma inevitabilmente si perfezioneranno per venire incontro alle esigenze di numerosi utenti “orfani”. Alcuni ripiegheranno verso itorrent (il mezzo più usato per scaricare musica e film), altri verso il mai definitivamente tramontato Emule o verso altri P2P. La caduta del gigante farà crescere i concorrenti.
Ma l’effetto a lungo termine sarà molto più insidioso. Se la campagna elettorale per la presidenza americana può generare insperati effetti positivi e intaccare (seppur temporaneamente) SOPA/PIPA, l’industria del copyright non è certo disposta ad arrendersi facilmente. Il vero obiettivo è quello di restringere l’azione e la portata di siti internet che oggi ci appaiono come perfettamente leciti e trasparenti; Google, Facebook, Wikipedia, WordPress, Youtube e tantissimi altri. I quali, non a caso, hanno capitanato la NetCoalition che ha osteggiato la SOPA sino a proclamare uno sciopero del web il 23 Gennaio 2012, dove essi si oscureranno volantariamente, seguiti da moltissimi altri siti internet. Il colpo sferrato dall’autorità americana sembra voler alzare il livello della sfida.
L’esasperato attacco a tutto campo degli anon risponde quasi a una sveglia che ha il sapore della disperazione. Si è riusciti a bloccare (se così si può dire) la SOPA/PIPA e a mantenere alto il livello d’attenzione su di essa, ma, come ha ben sottolineato Fabio Chiusi su Il Nichilista, “pare che governi e lobby continuino ad alternare bastone e carota, facendo un passo indietro e due avanti”. E’ ancora presto per parlare di “guerra digitale”, ma tra gli anon e le major statunitensi si sta consumando una battaglia culturale – e giudiziaria – sul modo con cui il copyright e il diritto d’autore devono essere visti e contemplati all’interno del web. E’ questo il punto fondamentale e la vera battaglia a monte di Megaupload e che avvolge l’intero discorso sul file sharing.
Un discorso interessante su una delle possibili soluzioni per uscire dal guado e da questo dualismo?Quella di Michele Boldrin e David K. Levine, illustrata in “Abolire la proprietà intellettuale” (gratuitamente disponibile qui, in lingua inglese). Abolire la proprietà intellettuale in quanto freno all’innovazione e al progresso.
Fonte : libertiamo.it
L’FBI chiude Megaupload – Anonymous entra in guerra
“Addio al network Megaupload, Anonymous reagisce; Apple, novità per il mondo educational; Microsoft Windows 8, i requisiti tecnici per i tablet; Kodak dichiara ufficialmente bancarotta; Nokia promette secondo aggiornamento per Lumia 800; Rockstar annuncia la data di rilascio di Max Payne 3”
Nella serata di ieri Apple ha svelato i dettagli di iBooks 2 e iTunes U per portare libri di testo scolastici su iPad, con un nuovo e coinvolgente processo di insegnamento. Pochi giorni fa invece Microsoft ha svelato i requisiti hardware previsti per i tablet che utilizzeranno Windows 8, sistema operativo la cui disponibilità in beta è prevista per la fine di febbraio. Sono questi i primi argomenti trattati in TGtech, appuntamento con l’informazione che riprende la propria periodicità settimanale dopo la pausa natalizia e gli sforzi del CES 2012.
In questa puntata parliamo anche della bancarotta annunciata da Kodak e degli aggiornamenti resi disponibili da Nokia per i modelli Lumia 800: il nuovo update promette di migliorare la durata della batteria e la connettività in modalità wi-fi. Per il consueto appuntamento con il gaming ci dedichiamo a Max Payne 3 per il quale Rockstar ha da poco annunciato la data di rilascio.
NEW YORK- Dopo la chiusura imposta a Megaupload e le manette al guru Kim Schmitz che rischia fino a 50 ani di galera, File Sonic (250 milioni di pagine viste al mese) si spaventa e blocca il file sharing dal suo sito.
Per adesso si tratta di una sospensione momentanea del servizio di condivisione, ma non è detto che la decisione venga revocata presto, vista l’aria che tira negli Stati Uniti in materia di copyright e censura web dopo la legge SOPA che ha scatenato la serrata di Wikipedia, Skype e gli altri grandi colossi della rete.
Sulla homepage del sito si legge una comunicazione: “Tutte le funzionalità di condivisione su Filesonic sono ora disbilitate. Il nostro servizio può essere utilizzato solo per caricare e recuperare file che avete caricato personalmente. Se questo file vi appartiene, effettuate il login e scaricatelo direttamente dal file manage”.
Gli abbonamenti sono stati congelati e c’è chi dice che il sito stia già facendo pulizia dei file che potrebbero essere ritenuti compromettenti dall’Fbi americana.
Sulla scia di File Sonic hanno agito anche altri portali di streaming come Videobb, Videozer e Fileserve. La prossima frontiera sarà l’eliminazione dello scambio di file o l’effetto Dropbox durerà solo per poco?
Intanto ”alla luce dei recenti eventi”, il leader dei democratici nel Senato degli Stati Uniti Harry Reid ha deciso di rimandare il voto sulla controversa legge antipirateria in internet. Reid non ha precisato né quando sarà messo nuovamente in calendario il voto, né quali siano i ”recenti eventi” che lo hanno indotto a soprassedere per il momento, ma di certo si riferiva alla vera e propria rivolta nel web che negli ultimi giorni ha assunto le forme più diverse. La legge nel mirino della rete è composta da due testi diversi: il Sopa (Stop Online Piracy Act) e il Pipa (Protect Ip Act), entrambe ideati per arginare la diffusione ‘pirata’ di contenuti protetti dal copyright.
File sharing bloccato anche su Filesonic
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La manovra contro la pirateria lanciata dall’FBI potrebbe essere più ampia di quanto previsto e, come paventato da molti, non esclusivamente legata ai crimini dei proprietari di Megaupload e Megavideo.
Questo sospetto si è instillato in molti quando, nella pagina principale Filesonic, è apparso un avviso: “Tutte le funzionalità di condivisione sono ora disabilitate. Il nostro servizio può essere ora utilizzato solo per uploadare e per scaricare i file caricati personalmente.”
In questo caso dunque si fermano solo pirateria e condivisione mentre i file degli utenti non vengono compromessi al contrario di quanto è accaduto con Megaupload e Megavideo. A scatenare il cambio di servizio potrebbe essere stato un avviso da parte dell’FBI o di altre agenzie oppure un intervento diretto della legge. Presumibilmente in giornata ne sapremo di più.
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Fonte : multiplayer.it
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Dopo la chiusura di Megavideo e Megaupload da parte dell’FBI, anche gli altri gestori stanno correndo ai ripari. Voci di chiusura siti di streamingcircolano per la rete. VideoWeed, VideoraZer e Videobb stannorimuovendo tutti i file che erano coperti da copyright.
C’è una grande agitazione e l’ultima notizia riguarda Filesonic: il noto sito che ospitava file verrà probabilmente ispezionato. E’ una corsa alla rimozione come sta avvenendo in altri siti di streaming e download file. Filesonic ha disabilitato lo sharing. Su Filesonic si trova adesso al posto dei file un messaggio che recita: “All sharing functionality onFileSonic is now disabled. Our service can only be used to upload and retrieve files that you have uploaded personally.”
Presto potrebbe essere sotto la lente anche Dropbox. Consigliamo a tutti di non acquistare account premium su questi siti di file sharing.
Matteo Medugno
Vedere la velocità di download e upload in tempo reale nella barra delle applicazioni
Per monitorare il traffico dati della connessione internet in uso, in questo articolo abbiamo già parlato del programma gratis Real Network Monitor.
A seconda dell’utilizzo che si deve fare della rete infatti poter accedere a tali informazioni può tornare utile per valutare le prestazioni della connessione stessa.
NetSpeedMonitor è un altro software gratis che si rivela utile da questo punto di vista in quanto consente di monitorare in tempo reale la velocità variabile del traffico internet in download e upload. La caratteristica interessante del programma è che viene visualizzato e resta sempre in primo piano nella barra delle applicazioni di Windows, vicino all’orologio, in questo modo si potrà tenere sempre sotto controllo la velocità di download e upload.
NetSpeedMonitor è però anche uno strumento completo per il monitoraggio della rete internet del computer in uso, in quanto non solo visualizza il traffico dati in entrata e in uscita, ma memorizza queste informazioni anche su un Database interno tramite il quale risalire e consultare poi in ogni momento lo storico dell’attività di rete monitorata finora dal programma.
Inoltre con NetSpeedMonitor in tempo reale si possono vedere le connessioni TCP e UDP attualmente in esecuzione ed eventualmente terminare quelle indesiderate. Il programma funziona sia su Windows XP, che su Vista e 7. Per quanto riguarda Windows XP una volta installato lo si dovrà avviare manualmente cliccando la barra delle applicazioni con il tasto destro del mouse e nel menu Barre degli Strumenti attivare NetSpeedMonitor. Una volta in esecuzione si presenterà così:

Cliccando l’area delle velocità di upload U e download D (misurate in tempo reale) con il tasto destro del mouse, è possibile accedere alle impostazioni del programma tramite menu contestuale. In Dati Traffico verrà mostrato lo storico del traffico internet della connessione in questione per giorno o per mese, con la possibilità di importare ed esportare i dati.
In Connessioni invece verrà visualizzata la finestra delle connessioni TCP e UDP in esecuzione sulla scheda di rete e come detto sopra, cliccando quelle indesiderate con il tasto destro del mouse, avvalendosi della funzione Kill process sarà possibile terminarle nell’immediato.
In Configurazione invece si accede al settaggio del programma dove si deve indicare l’Interfaccia di rete da monitorare (ovvero la scheda di rete utilizzata dal computer per internet), l’unità di misura della velocità Upload e Download (Kbit/s, Kb/s, Mb/s, MB/m, MiB/m e via dicendo) e altre personalizzazioni. Nella scheda Avanzata cliccando Reset sarà possibile cancellare i file temporanei memorizzati finora e ripristinare tutte le opzioni cambiate.
Su Windows Vista e 7, NetSpeedMonitor invece si presenterà con questa interfaccia grafica:

anche in questo caso alle opzioni del programma si accede con un clic destro sull’area delle velocità di upload e download.
Compatibile con Windows: XP, Vista e 7
Dimensione: 3.18 MB
Download gratis NetSpeedMonitor
Fonte : guidami.blogspot.com
Waze, il navigatore “social”, raggiunge 10 milioni di utenti e fa vincere un viaggio a te e ai tuoi amici
Ci sono diversi navigatori sulla piattaforma Android, anche se Google funge ormai da punto di riferimento con Maps ed il suo navigatore integrato, arricchiti di molteplici funzioni di ricerca ed altri plug-in come Street View, ma, soprattutto, gratuito. Cosa chiedere di piu? Per molti la risposta èWaze!
Waze è un navigatore intuitivo con grafica semplice e fumettosa e con una forte connotazione “social“, in cui gli utenti interagiscono tra di loro e contribuiscono continuamente a migliorare l’esperienza di navigazione. Secondo le ultime rivelazioni, sul finire del 2011 Waze avrebbe tagliato il traguardo di 10 milioni di utenti in tutto il mondo. E su Facebook è aperto un contest che permette di vincere un viaggio insieme ai tuoi amici.
La storia di Waze inizia nel 2009 da una start up di origine israeliana. Il progetto piace subito a diversi investitori, e raccoglie 55 milioni di dollari di finanziamenti tra il 2010 ed il 2011. Waze è tuttora è disponibile su diverse piattaforme mobili ed è gratuito. Waze è un ottimo navigatore ma è anche unsocial network. Si può chattare con le Chit Chat. ma solo se la macchina è ferma. Si possono fare dei piccoli giochi e accumulare punti. Gli utenti che lo usano forniscono informazioni al sistema sia in modo passivo che attivo, insegnando al navigatore quali sono le strade migliori e segnalando eventuali pericoli o intoppi.
Insomma, piu utenti usano Waze e migliore sarà l’esperienza di guida. Proprio per questo motivo, diventa prioritario per Waze ingrandire la sua community, adottando strategie pubblicitarie mirate al popolo della rete. Ed il popolo di internet ha adottato Waze. A Dicembre 2010, gli utenti registrati erano 2.2 milioni, diventati ben 10 milioni a fine 2011.
Intanto sul blog del sito italiano di Waze leggiamo che è aperto il contest “Con Waze vai ovunque“, con cui puoi vincere 4 biglietti aerei per qualsiasi destinazione nel mondo per te e 3 tuoi amici, per un valore massimo di 1500 $ ciascuno. Per partecipare al contest devi andare su Facebook e seguire la procedura. Se vuoi partecipare clicca qui. E se tutti e quattro i membri del gruppo diventano utenti diWaze entro il 1 febbraio 2012, allora il valore del premio passa da 1500 a 2000 $. Cosa aspettate, diventate anche voi dei wazer.
Fonte : androidiani.com
ANDROID vs iPHONE
Humor: Ecco cos’è un porting Android

Se non vi ha fatto sorridere giratela al vostro amico ingegnere elettronico. Altrimenti consolatevi con qualche altra immagine o video che ci hanno fatto sorridere in questi anni.
- La differenza fra Android e iPhone
- Cataloghiamo i fanboy
- Angry Birds nella vita reale
- Il classici del cinema se ci fosse stato HTC Desire Z
- Il Nexus S e l’uomo sotto la macchinetta degli snack
E se qualche altra vignetta umoristica dovesse esserci sfuggita fatecela presente nei commenti!
Illustrazione: la differenza fra iPhone ed Android

Abbiamo parlato tanto degli avversari di Android e sopratutto di Apple. Perdiamoci allora 2 minuti in una vignetta umoristica che ci ha fatto molto ridere, sopratutto poichè ci siamo rivisti davvero nella situazione “Android”.
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Cataloghiamo i fanboy del mondo. Anche quelli Android

Cosa c’è peggio di un fanboy furioso che vuole difendere ad ogni costo il suo oggetto geek preferito? Come facciamo a difenderci da queste presenze? Il modo migliore è studiare e capirli.
Per aiutarci in questa ardua impresa arriva PCWorld che crea un semplice schema che racchiude tutti i fanboy più accaniti mostrando i loro punti distintivi.
Oltre ai vari iPhone Fanboy e Blackberry Fanboy troviamo anche gli Android Fanboy con il loro motto “We have apps too”.
Ovviamente è solo una vignetta umoristica ma post come questi possono aiutarci anche a fare un po’ di autoironia che in questi casi non fa mai male.
Angry Birds nella vita reale

Angry Birds è senza alcun dubbio uno dei passatempi più amati per piattaforme mobile: questi pennuti suscettibili hanno fatto innamorare moltissimi utenti e questo video geniale è la prova di quanto sia diventato famoso il gioco!
Nel filmato vengono riprodotte le dinamiche di gioco e quindi troviamo una mega fionda che scaraventa uccelli su delle fatiscenti costruzioni per abbattere degli pseudo-maiali verdi!
L’atmosfera è riprodotta davvero bene, con la musica e gli effetti sonori tipici del gioco ed inoltre c’è da notare che i “livelli” mostrati nel video sono davvero i primi scenari che abbiamo affrontato sui nostri Android!
Ma bando alle ciance, ecco la stupenda riproduzione realizzata da funny or die:
httpvh://www.youtube.com/watch?v=5lRHeEpt82s
Il Nexus S e l’uomo sotto la macchina degli snack (humor)

Lo chiamavano El Vendór. Lui non aveva bisogno di niente e svolgeva tutti i suoi compiti in modo impeccabile direttamente sdraiato sotto il peso della macchina degli snack che gli è caduta sopra.
E come era possibile tutto ciò? Non dovremmo neanche spiegarvelo: uno smartphone Android, in particolare un Nexus S. Non sappiamo bene chi abbia sviluppato questi video e per qualche scopo (e azienda), sappiamo solo che ancora una volta gli spot umoristici colgono nel segno.
I classici del cinema… se ci fosse stato il G2!
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Ci sono opere cinematografiche universalmente riconosciute come capolavori: film che grazie a stupende trame, magnifiche interpretazioni, ottime sceneggiature, sono diventati diventati dei veri e propri cult.
Parliamo di colossi come, ad esempio, I soliti sospetti (The Usual Suspects), Quarto potere (Citizen Kane), Terminator 2, Casablanca, La vita è meravigliosa (It’s a Wonderful Life), e Ritorno al Futuro (Back to the Future).
Ma…come sarebbero stati questi film, se fosse già stato commercializzato il G2? ![]()
Credo proprio che non avrebbero riscosso tanto successo, almeno a giudicare dal simpaticissimo video creato da College Humor : )
Gustatevelo e fatevi due risate: “If all movies had smartphones”!
http://www.collegehumor.com/moogaloop/moogaloop.swf?clip_id=1942506&fullscreen=1
Avast! disponibile sull’Android Market
Il famoso antivirus, si fa in quattro e si lancia nel mondo di Android. Solo qualche giorno fa, probabilmente, molti di voi che hanno installato nel loro computer il sopracitato antivirus, oltre alla classica notifica quotidiana di aggiornamento dei databases, hanno ricevuto una sorta di richiesta di voto: ”Saresti interessato ad un sistema antivirus per il tuo smartphone?”
In effetti, sembrerebbe che Avast abbia effettivamente dato ascolto ai suoi clienti, realizzando una versione messa a punto per il
nostro amato robottino verde, alleandosi con il già presente e rinomato theft aware.
L’applicazione dal peso di 1,8mb, si offre di proteggere il sistema con una vera e propria “suite”, infatti l’applicazione è composta da:
- Avast Antivirus pronto ad ovviare a eventuali virus e malware che potrebbero intralciare la nostra privacy e la salute del dispositivo stesso
- Un firewall
- Un filtro anti disturbo per chiamate e sms
- Pacchetto antifurto (localizzazione dispositivo, protezione via SMS, controllo audio con registrazione delle chiamate)
Il pacchetto, come viene segnalato già dall’immagine, è scaricabile gratuitamente dal market
porting applicazioni iphone android
Qui, invece, potrete osservare il video di presentazione creato direttamente da Avast, per pubblicizzare questa sua applicazione.
Riuscirà il grande Avast a far valere il suo nome anche nel mondo Android?
Fonte : androidiani.com
WinLockPro, sostituire la schermata di blocco e di login di Seven con quelle di Windows 8

Oramai non dovrebbe mancare molto al lancio di Windows 8 ma, nonostante ciò, al fine di alleggerire l’attesa sono state rese disponibili molteplici ed apposite risorse mediante cui personalizzare le fattezze degli altri OS redmondiani e, nello specifico,Seven al fine di renderle, per quanto possibile, simili al prossimo e tanto atteso sistema operativo.
È questo il caso di WinLockPro, un recente software totalmente gratuito e di naturaopen soruce, interamente dedicato a Windows 7 ma ispirato a Windows 8 ed alle sue schermate di blocco e di login.
Questo programmino, infatti, una volta in uso, andrà a sostituire la schermata di blocco (così com’è possibile notare dando uno sguardo allo screenshot presente all’inizio di questo post) ed anche quella di login impiegate, di default, in Seven con una soluzione ispirata a quanto reso disponibile in Windows 8.
Dopo aver effettuato il processo di installazione l’utilizzo del software potrà essere personalizzato a seconda delle diverse esigenze di ciascun utente mediante l’appositopannello di settaggio accessibile direttamente dalla system tray del sistema, ovviamente previo click sull’icona del software.
Dal pannello delle impostazioni sarà infatti possibile selezionare l’immagine di sfondoche si desidera impiegare, inserire il proprio nome, settare una password e scegliere se si desidera avviare WinLockPro in concomitanza dell’inizializzazione del sistema oppure no.
Una volta configurato quanto annesso al pannello di settaggio di WinLockPro si potrà usufruire delle features dell’applicazione.
Da notare anche che agendo dal pannello di settaggio del software verrà inoltre offerta l’opportunità, qualora necessario, di ripristinare tutte le impostazioni iniziali dell’applicativo semplicemente cliccando sull’apposito pulsante Reset All Values.
Download | WinLockPro
Fonte : geekissimo.com
Share, da BitTorrent una nuova applicazione per trasferire file mediante P2P

Di risorse mediante cui trasferire, in maniera rapida e senza troppi problemi, i proprifile mediante P2P ne esistono oramai a bizzeffe ma, ovviamente, a seconda di quelle che sono le diverse esigenze di ciascun utente queste vanno a rivelarsi più o meno utili.
Tuttavia, negli ultimi giorni, alla già folta schiera di risorse di questo tipo si è ora aggiunta anche Share, una nuova applicazione, totalmente gratuita e specifica per sistemi operativi Windows, realizzata direttamente dagli sviluppatori di BitTorrent che, mediante una praticissima interfaccia utente, consente di inviare file d’ogni genere ad altri utenti, il tutto senza porre alcun limite in fatto di dimensioni, sfruttando una connessione privata e sicura e permettendo di eseguire download fulminei.
Il software, inoltre, consente di inviare i propri file ad uno o più utenti simultaneamente semplicemente immettendone il relativo ID e-mail e di creare e gestire i gruppi dei destinatari favorendo quindi una ben più rapida trasmissione dei file.
L’utilizzo di Share, inoltre, si rivela davvero molto semplice.
L’applicazione, infatti, una volta in uso, risulterà gestibile direttamente dalla system tray di Windows da cui, previo click sulla relativa icona, sarà possibile accedervi.
Per inviare i file a qualcuno sarà sufficiente trascinare ciò che si desidera trasferire direttamente nella finestra di Share, immettere poi il proprio indirizzo e-mail, quello del destinatario ed aggiungere un eventuale messaggio di testo.
Il destinatario, a questo punto, riceverà un messaggio di posta elettronica contente un link al file.
A questo punto sarà necessario effettuare la rapida procedura di registrazionerichiesta dal servizio e, successivamente, sarà quindi possibile procedere al download del file.
Prima di procedere all’utilizzo di Share va sottolineato il fatto che l’applicazione consentirà anche di regolare il limite di upload e quello di download.
Download | Share
Samsung Galaxy Nexus: eccessivo consumo di batteria?
Un collega avrebbe trovato il metodo per controllare l’elevato consumo della batteria del Samsung Galaxy Nexus. Ciò ovviamente non vi farà risparmiare molta batteria ma sicuramente vi regalerà qualche ore di autonomia in più rispetto all’uso quotidiano. Questa guida realizzata da Michele Melonidi AndroidBlog.it vi illustrerà, per ogni singolo passo, come configurare Juice Defender, famosa applicazione presente sull’Android Market, che potrebbe aumentare, anche di poco, l’autonomia della batteria del vostro Galaxy Nexus. Spero che questa guida possa esservi d’aiuto.
Alcuni utenti hanno lamentato l’eccessivo consumo della batteria dell’ultimo Google-Phone, il Galaxy Nexus, dovuto principalmente all’elevato consumo del display da 4,6 pollici e delle connettività 3G, Wi-Fi, GPS e Bluetooth.
Per poter risparmiare batteria l’utente dovrebbe attivare e disattivare le connettività e regolare al meglio la luminosità del display. Per evitare questi problemi ci sono Juice Defender e la guida di Michele Meloni, sperando che vi possano essere d’aiuto.
Ecco la guida/recensione realizzata da Michele:
L’app si presenta in diverse schermate e possibili configurazioni che andrò a elencarvi.
SCHEDA STATO: Appena aprirete l’app vi troverete nella schermata di “Scheda Stato” che offre cinque diversi profili ciascuno con una spiegazione in italiano abbastanza chiara (gli screen che vedete sono in inglese presi dalla pagina del web market). Trovate inoltre diversi settaggi già programmati tra cui “Balanced” e già questa è un ottima scelta per chi non ha voglia di smanettara più di tanto con l’app, utilizzando questo profilo noterete fin dagli inizi un notevole miglioramento. Mentre se avete voglia di smanettare e di creare un profilo personalizzato scegliete pure la voce avanzato che permette un ampia personalizzazione manuale in base alle vostre esigenze.
SCHEDA CONTROLLI: Questa scelta è praticamente obbligata in questo modo potrete permettere all’app di accendere e spegnere la connessione dati automaticamente, questo fa si che oltre al risparmio della batteria ci sia anche un rispamio nel traffico dati per quegli operatori che inviano e ricevono costantemente pacchetti dati, Stesso discorso vale per la rete wifi, per la quale sarà possibile scegliere “auto disabilita” o “wifi prefered” in modo dascollegarci in caso di assenza di segnale o preferire la rete 3G quando disponibile.
Altra voce presente è “Sync Auto” che se abilitato forza la sincronizzazione automatica delle app che lo richiedono, come per esempio Gmail. Mentre selezionando la voce “Mantieni abilitato” tutte le connessioni e le sincronizazioni verranno disabilitate alla spegnimento del display (per fare ciò dovete assicurarvi però di avere tutte le sincronizzazioni disabilitate dalle impostazioni di sistema o dalle impostazioni stesse delle app).
Se inoltre avete i permessi di root abilitati potete abilitare anche lo scaling dalla CPU (in parole semplici far funzionare il processore a frequenze inferiori a quelle di default e quindi ridurre il consumo della batteria quando il display e spento).
SCHEDA ORARI: In questa scheda invece potrete decidere ogni quanti minuti far attivare la connessione 3G e in questo caso collegando questa configurazione a quella precedente avrete un ottima riduzione dei consumi. Ricapitolando, ogni qualvolta spegnerete il display disattiverete tutti i collegamenti alle connessioni dati, ma potrete scegliere di fare un controllo periodico per rilevare se sono presenti mail, notifiche di facebook o twitter o messaggi su whatsapp. Il mio consiglio è quindi quello di selezionare l’attivazione del servizio ogni 30/60 minutie settare a 2 minuti la durata della connessione.
SCHEDA CONDIZIONI: Infine troviamo la scheda condizioni, nella quale è possibile scegliere a quale percentuale della batteria disattivare ogni tipo di connessione/sincronizzazione/evento/pianificazione. Il mio consiglio è quello di selezionare 25% in questo modo avrete un ottima riserva di batteria per effettuare chiamate e inviare degli sms. Selezionate quindi la voce “Presa a muro” che abiliterà quindi la sola connessione dati quando sarà sotto carica avendo una percentuale inferiore al 25%, selezionate quindi anche la voce “Schermo” cosi facendo la connessione dati sotto il 25% si attiverà solo se il dispay è acceso, altrimenti sarà disabilitata.
Infine come ultimo consiglio vi dico di selezionare anche la voce “Soglie di traffico” impostando “Normale” e “3os” con questa scelta terrete la la connettività attiva fintanto che sarà presente una quantita di dati in transito, abilitate quindi anche la voce “Apps” e selezionate le applicazioni alle quali volete consentire l’accesso alla rete, in questo modo potrete abilitare l’abilitazione della connessione solo all’apertura del browser o di Gmail.
Per seguire la guida dovrete effettuare il download di Juice Defender dall’Android Market tramite il seguente QRCode:
Per seguire la guida dovrete effettuare il download di Juice Defender dall’Android Market tramite il seguente QRCode:





JuiceDefender – battery saver





